Il centro di Chicago è stato praticamente tutto devastato da un terribile incendio nel 1871, dopo il quale peraltro fu inventato il grattacielo per ovviare al problema della mancanza di spazio.
Dico "praticamente tutto" perché un solo edificio effettivamente sopravvisse: la Water Tower, una curiosa struttura alta 47 metri e decisamente simile ad un faro.
I mattoni in pietra calcarea gialla le permisero di resistere alle fiamme, e ora campeggia in Magnificent Mile in mezzo a moderni grattacieli e negozi di alta moda, come se fosse un anziano veterano di guerra che racconta le sue esperienze ai giovani d'oggi che non hanno valori.
Le persone durante il loro struscio pomeridiano ci passano di fianco tranquillamente, senza conoscere la sua storia. Oppure sì.
Anche a me piacerebbe essere una di quelle persone a cui dai mare, sole e ombrellone e son felici. Purtroppo ho la curiosità di un bimbo di 5 anni. Non ci posso far niente.
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venerdì 13 luglio 2018
giovedì 12 luglio 2018
Fate ciao con la manina al primo luogo di culto americano che tratto (e potrebbe rimanere l'unico, visto come girano le cose quaggiù).
Si tratta della Rockefeller Memorial Chapel, l'edificio più imponente della prestigiosissima università di Chicago, che nel corso della sua esistenza ha sfornato premi Nobel come pizze.
La chiesa fa finta di essere gotica (è del '900), ha un bell'interno sontuoso con vetrate e può ospitare 1700 persone.
La chiesa fa finta di essere gotica (è del '900), ha un bell'interno sontuoso con vetrate e può ospitare 1700 persone.
In Italia il falso storico è visto al limite della truffa o dell'inganno. Secondo me, e ci ho pensato anche guardando la Rockefeller Memorial Chapel, conta molto anche la bellezza scenica.
Davvero qualcuno si scandalizza perché la facciata del Duomo di Firenze è stata completata a fine '800? Qualcuno la voleva vedere spoglia e incompiuta come nel medioevo?
Tra qualche secolo leggeranno sui libri di arte che questa cappella è stata completata nel 1928, appena qualche secolo dopo lo splendore dell'arte gotica e nessuno se ne farà grossi crucci.
Davvero qualcuno si scandalizza perché la facciata del Duomo di Firenze è stata completata a fine '800? Qualcuno la voleva vedere spoglia e incompiuta come nel medioevo?
Tra qualche secolo leggeranno sui libri di arte che questa cappella è stata completata nel 1928, appena qualche secolo dopo lo splendore dell'arte gotica e nessuno se ne farà grossi crucci.
Mi rendo conto che sto scrivendo cose molto impopolari, basta così.
Anche i turisti più inesperti, quelli che non troverebbero un repubblicano in Oklahoma, in giro per Chicago si possono facilmente imbattere nel locale di musica dal vivo su misura per loro, e quasi sempre di altissima qualità.
Chicago è infatti diventata un'importantissima mecca del jazz e del blues, da quando le grandi migrazioni degli afroamericani provenienti dagli stati del sud negli anni 20 e 30 hanno permesso la creazione di esperimenti musicali completamente nuovi.
Il locale che vedete in foto è il Green Mill. Decenni fa era lo speakeasy preferito da Al Capone, oggi è un bellissimo posto a luci soffuse in cui si esibiscono jazzisti dal vivo ogni sera. Si trova un po' in periferia, in una zona a cui non dareste un centesimo. E del resto, si dovevano nascondere, no?
Chicago è infatti diventata un'importantissima mecca del jazz e del blues, da quando le grandi migrazioni degli afroamericani provenienti dagli stati del sud negli anni 20 e 30 hanno permesso la creazione di esperimenti musicali completamente nuovi.
Il locale che vedete in foto è il Green Mill. Decenni fa era lo speakeasy preferito da Al Capone, oggi è un bellissimo posto a luci soffuse in cui si esibiscono jazzisti dal vivo ogni sera. Si trova un po' in periferia, in una zona a cui non dareste un centesimo. E del resto, si dovevano nascondere, no?
mercoledì 11 luglio 2018
Ho visitato due quartieri, Wicker Park e Logan Square ("visitato" va interpretato. Ci ho più che altro bevuto delle birre) che negli ultimi anni si sono trasformati da periferie anonime a zone in rinascita, roccaforti hipster cittadine, pullulanti di negozi interessanti e locali serali per tutti i gusti.
Ma come avviene ad esempio per il quartiere Isola a Milano, è difficile immortalare una foto che rappresenti ciò che ho visto. Dovrei fotografare qualche locale ma sarebbe un peccato favorirne uno piuttosto che altri, inoltre dovrei scegliere uno tra i due quartieri trascurando l'altro, e mi dispiacerebbe.
Perciò vi faccio vedere una figata che hanno fatto in quelle zone. La 606 Trail è una vecchia linea ferroviaria riconvertita in passeggiata pedonale verde, superiore ai 4 km di lunghezza.
I Chicagoans qui vengono a correre, a camminare, o in bici. Essendo sopraelevata, attraversandola si ha un'ottima visione di insieme dei quartieri residenziali della città, e alcuni di essi sono proprio le periferie con villette come ce le immaginiamo.
Ma come avviene ad esempio per il quartiere Isola a Milano, è difficile immortalare una foto che rappresenti ciò che ho visto. Dovrei fotografare qualche locale ma sarebbe un peccato favorirne uno piuttosto che altri, inoltre dovrei scegliere uno tra i due quartieri trascurando l'altro, e mi dispiacerebbe.
Perciò vi faccio vedere una figata che hanno fatto in quelle zone. La 606 Trail è una vecchia linea ferroviaria riconvertita in passeggiata pedonale verde, superiore ai 4 km di lunghezza.
I Chicagoans qui vengono a correre, a camminare, o in bici. Essendo sopraelevata, attraversandola si ha un'ottima visione di insieme dei quartieri residenziali della città, e alcuni di essi sono proprio le periferie con villette come ce le immaginiamo.
martedì 10 luglio 2018
A qualcuno fa schifo il baseball!
Eh sì, la passione per i Cubs e i White Sox, le due squadre cittadine, è tale che una delle sculture outdoor più popolari è dedicata proprio a questo sport. Una mazza da baseball alta 31 metri e realizzata da Claes Oldenburg orna questa piazza del West Loop.
E cerchiamo tutti quanti, io compreso, di non fare doppi sensi.
Tra l'altro forse cado dal pero, ma ne approfitto per esporre la totale sorpresa che ho avuto nel vedere quanto siano seguiti anche qui i mondiali di calcio. Sono moltissimi i pub che li trasmettono e in Canada una ragazza quando mi ha visto camminare con le cuffie mi ha chiesto se stessi seguendo una partita. Ovviamente avevo la musica.
Eh sì, la passione per i Cubs e i White Sox, le due squadre cittadine, è tale che una delle sculture outdoor più popolari è dedicata proprio a questo sport. Una mazza da baseball alta 31 metri e realizzata da Claes Oldenburg orna questa piazza del West Loop.
E cerchiamo tutti quanti, io compreso, di non fare doppi sensi.
Tra l'altro forse cado dal pero, ma ne approfitto per esporre la totale sorpresa che ho avuto nel vedere quanto siano seguiti anche qui i mondiali di calcio. Sono moltissimi i pub che li trasmettono e in Canada una ragazza quando mi ha visto camminare con le cuffie mi ha chiesto se stessi seguendo una partita. Ovviamente avevo la musica.
Magari non ci credete, ma mentre girate per Chicago potete crearvi una colonna sonora tutta Made in Italy per calarvi nel mood cittadino, senza sentirvi fuori luogo. Ad esempio ci stanno da dio "Change Of Heart" dei Change, "For Your Precious Love" dei Jestofunk e "Chock-A-Block Avenue" della Barrio Jazz Gang. O se vi piace qualcosa di più tranquillo, "Here Is Everything", di Chiara Civello.
C'è un posto però, che vi farà stoppare la musica qualsiasi essa sia. Appena vi trovate davanti l'interno del James Thompson Center (in precedenza chiamato State Of Illinois Center) progettato da Helmut Jahn, con la sua immensa cupola aperta verso il cielo, ciò che vorrete sentire saranno solo i passi e il vociferare degli impiegati. Non serve invece togliersi le cuffie per chiedere di salire cogli ascensori, non si può.
Anche a Chicago è stata creata una rete sotterranea da bazzicare nei mesi più freddi. Il Thompson Center ad esempio è collegato direttamente con la metropolitana e con il Richard Daley Center citato nella foto precedente.
Nella piazza esterna l'ennesima scultura, stavolta di Jean Dubuffet: Monumento con Bestie in Piedi. Si noti la provenienza europea di tutti gli artisti finora menzionati nel Loop.
Ok, Helmut Jahn vive negli USA da quando aveva 30 anni, ma poco cambia.
C'è un posto però, che vi farà stoppare la musica qualsiasi essa sia. Appena vi trovate davanti l'interno del James Thompson Center (in precedenza chiamato State Of Illinois Center) progettato da Helmut Jahn, con la sua immensa cupola aperta verso il cielo, ciò che vorrete sentire saranno solo i passi e il vociferare degli impiegati. Non serve invece togliersi le cuffie per chiedere di salire cogli ascensori, non si può.
Anche a Chicago è stata creata una rete sotterranea da bazzicare nei mesi più freddi. Il Thompson Center ad esempio è collegato direttamente con la metropolitana e con il Richard Daley Center citato nella foto precedente.
Nella piazza esterna l'ennesima scultura, stavolta di Jean Dubuffet: Monumento con Bestie in Piedi. Si noti la provenienza europea di tutti gli artisti finora menzionati nel Loop.
Ok, Helmut Jahn vive negli USA da quando aveva 30 anni, ma poco cambia.
lunedì 9 luglio 2018
La genialata di collocare le sculture monumentali nelle piazze pedonali sotto i grattacieli (chiamate "plaza") ha contagiato tutto il Nord America, ma a Chicago hanno pensato in grande. E l'arredo urbano porta la firma di artisti sconosciuti del calibro di Pablo Picasso, Joan Mirò, Alexander Calder, Marc Chagall e altri.
In questo modo le plaza vengono valorizzate nel migliore dei modi, poiché le opere d'arte dai colori sgargianti e accesi, o dalle forme insolite, bilanciano i colori spesso anonimi e il carattere architettonico ordinario dei grattacieli.
Nella stretta e lunga Brunswick Plaza è stata collocata questa scultura di Joan Mirò il cui contesto toglie il fiato. È la rappresentazione di Chicago in forma di donna, alta 12 metri ed è stata qui messa nel 1981, anche se erano ormai anni che si voleva portare nella città del blues qualche creazione di questo grande artista.
Ma non sono così crudele da farvi venire in quest'isolato solo per Mirò's Chicago. Ad esempio appena di fianco (edificio sulla destra, nella foto), c'è il Chicago Temple, che si vanta di essere la "first united methodist church". Appena alle vostre spalle invece, il grattacielo Richard Daily Center, famoso per essere stato realizzato con un tipo di acciaio che non richiede manutenzione, il Cor-Ten, e per una scultura di Picasso collocata nella plaza sottostante. Ma soprattutto è stato l'ambientazione dell'ultima epica scena dei Blues Brothers, in cui centinaia di forze dell'ordine danno la caccia ai due protagonisti.
Nella stretta e lunga Brunswick Plaza è stata collocata questa scultura di Joan Mirò il cui contesto toglie il fiato. È la rappresentazione di Chicago in forma di donna, alta 12 metri ed è stata qui messa nel 1981, anche se erano ormai anni che si voleva portare nella città del blues qualche creazione di questo grande artista.
Ma non sono così crudele da farvi venire in quest'isolato solo per Mirò's Chicago. Ad esempio appena di fianco (edificio sulla destra, nella foto), c'è il Chicago Temple, che si vanta di essere la "first united methodist church". Appena alle vostre spalle invece, il grattacielo Richard Daily Center, famoso per essere stato realizzato con un tipo di acciaio che non richiede manutenzione, il Cor-Ten, e per una scultura di Picasso collocata nella plaza sottostante. Ma soprattutto è stato l'ambientazione dell'ultima epica scena dei Blues Brothers, in cui centinaia di forze dell'ordine danno la caccia ai due protagonisti.
Quanto può essere deserta una città di quasi 5 milioni di abitanti?
Venite nel Loop di Chicago di domenica e lo scoprite, dal momento che nel centro città della terza metropoli d'America ho incontrato solo qualche turista sorpreso come me e una manciata di senzatetto.
Sì, perché dovete sapere che molte città americane risentono di quello che si può definire un madornale errore urbanistico: hanno destinato i loro centri storici esclusivamente alle attività lavorative. Son tutti uffici, e i negozi presenti vivono praticamente con gli uffici facendo sì che la zona sia alquanto vuota di sera e nei festivi. Non vi gasate, che anche in Italia abbiamo dei quartieri così, ad esempio il Centro Direzionale di Napoli.
Comunque il Loop me lo voglio vedere quando viene vissuto. La visita slitta perciò a lunedì.
Opto quindi per un giro che comprende il lungofiume coi grattacieli (una curiosità: il corso del fiume Chicago fu totalmente invertito nel 1900 per risolvere il problema dell'inquinamento nel lago Michigan) e arrivo a Magnificent Mile, la via dello shopping di lusso. Ecco dove sono tutti i Chicagoans!
E per una fortunata coincidenza scelgo di andare a Streeterville, il quartiere dei moli affacciati sul lago, proprio al tramonto. Ci sono persone su una spiaggia che fanno il bagno, un sacco di yacht ed imbarcazioni e gente che passeggia. Guardo il sole riflesso sull'acqua nascondersi dietro i grattacieli, ascolto "Harden My Heart" dei Quarterflash e desidero che quel momento non finisca mai.
Venite nel Loop di Chicago di domenica e lo scoprite, dal momento che nel centro città della terza metropoli d'America ho incontrato solo qualche turista sorpreso come me e una manciata di senzatetto.
Sì, perché dovete sapere che molte città americane risentono di quello che si può definire un madornale errore urbanistico: hanno destinato i loro centri storici esclusivamente alle attività lavorative. Son tutti uffici, e i negozi presenti vivono praticamente con gli uffici facendo sì che la zona sia alquanto vuota di sera e nei festivi. Non vi gasate, che anche in Italia abbiamo dei quartieri così, ad esempio il Centro Direzionale di Napoli.
Comunque il Loop me lo voglio vedere quando viene vissuto. La visita slitta perciò a lunedì.
Opto quindi per un giro che comprende il lungofiume coi grattacieli (una curiosità: il corso del fiume Chicago fu totalmente invertito nel 1900 per risolvere il problema dell'inquinamento nel lago Michigan) e arrivo a Magnificent Mile, la via dello shopping di lusso. Ecco dove sono tutti i Chicagoans!
E per una fortunata coincidenza scelgo di andare a Streeterville, il quartiere dei moli affacciati sul lago, proprio al tramonto. Ci sono persone su una spiaggia che fanno il bagno, un sacco di yacht ed imbarcazioni e gente che passeggia. Guardo il sole riflesso sull'acqua nascondersi dietro i grattacieli, ascolto "Harden My Heart" dei Quarterflash e desidero che quel momento non finisca mai.
Chicago è la più grande tra le città veramente americane, e capitale del Midwest. Terra natia dei grattacieli, dei fast food, della musica house e di quella blues. Se mi ci trovo male posso anche cambiare pianeta.
Premesso che il Loop sogno di vederlo da quando ho 10 anni, quindi c'era il rischio che si manifestasse l'effetto Sindrome di Parigi in tutta la sua grandezza. Tutt'altro. Non mi ha deluso per niente, e ho avuto la fortuna di vedere i grattacieli sul lungofiume nel loro momento migliore: al tramonto, quando il sole si riflette sui vetri delle torri ed il fiume fa il resto. Il tutto condito da "Imagination" di Belouis Some che risuonava nelle mie orecchie.
Per iniziare, vado sul classico. Il primo grattacielo di Chicago (e del mondo), la Home Insurance Building, non è più tra noi dal 1931, e già da qui si capisce la differenza con l'Europa. Come potremmo anche solo concepire la demolizione di un edificio così storico?
Vi sono però diversi altri palazzi di buona altezza che hanno la loro storia da raccontare. A sinistra e in primo piano il Wrigley Building, costruito nel 1924 e fino a qualche anno fa sede di una ditta che produceva gomma da masticare. A destra in fondo la Tribune Tower, dell'anno dopo, sede del Chicago Tribune.
Glossario: il Midwest è la mega regione che comprende tutti gli stati USA medio occidentali, il Loop è il centro di Chicago dove sono ubicati i maggiori grattacieli e uffici, la Sindrome di Parigi è quella sensazione che provi quando vedi dal vivo un luogo che in testa ti immaginavi migliore e il Chicago Tribune è uno dei maggiori quotidiani della città.
Premesso che il Loop sogno di vederlo da quando ho 10 anni, quindi c'era il rischio che si manifestasse l'effetto Sindrome di Parigi in tutta la sua grandezza. Tutt'altro. Non mi ha deluso per niente, e ho avuto la fortuna di vedere i grattacieli sul lungofiume nel loro momento migliore: al tramonto, quando il sole si riflette sui vetri delle torri ed il fiume fa il resto. Il tutto condito da "Imagination" di Belouis Some che risuonava nelle mie orecchie.
Per iniziare, vado sul classico. Il primo grattacielo di Chicago (e del mondo), la Home Insurance Building, non è più tra noi dal 1931, e già da qui si capisce la differenza con l'Europa. Come potremmo anche solo concepire la demolizione di un edificio così storico?
Vi sono però diversi altri palazzi di buona altezza che hanno la loro storia da raccontare. A sinistra e in primo piano il Wrigley Building, costruito nel 1924 e fino a qualche anno fa sede di una ditta che produceva gomma da masticare. A destra in fondo la Tribune Tower, dell'anno dopo, sede del Chicago Tribune.
Glossario: il Midwest è la mega regione che comprende tutti gli stati USA medio occidentali, il Loop è il centro di Chicago dove sono ubicati i maggiori grattacieli e uffici, la Sindrome di Parigi è quella sensazione che provi quando vedi dal vivo un luogo che in testa ti immaginavi migliore e il Chicago Tribune è uno dei maggiori quotidiani della città.
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